AI e GenAI: le nuove piste di lancio nel mondo del business, tra entusiasmo e timori

La crescita esplosiva della popolarità di Chat GPT e di altre forme di AI generativa segnala l’inizio di una nuova era nel mondo del business.

Lo studio “BCG AI Radar: From Potential to Profit with GenAI”, basato sulle interviste di circa 13.000 persone, tra dirigenti e lavoratori dipendenti di 18 Paesi del mondo, mostra risultati interessanti. Nel complesso, gli intervistati sono più ottimisti che preoccupati riguardo all’AI, ma se il 62% dei dirigenti intervistati è ottimista, per i lavoratori dipendenti la percentuale si abbassa al 42%. Questa differenza deriva in primo luogo dalla frequenza di utilizzo regolare di questa nuova tecnologia che interessa l’80% dei dirigenti, ma solo il 20% dei lavoratori dipendenti. Una maggiore formazione in AI e GenAI è quindi necessaria per l’86% degli intervistati, ma solo il 14% dichiara di averla ricevuta. Per la maggior parte degli intervistati i vantaggi dell’AI e della GenAI superano i rischi, ma è comunque necessaria una normativa dedicata. Nell’attesa di una regolamentazione specifica, molte aziende stanno implementando autonomamente una AI responsabile (RAI), ovvero la pratica di sviluppare sistemi di AI in modo sicuro prendendo in considerazione temi come privacy, trasparenza, correttezza ed equità

In questo quadro, il 71% degli intervistati ha dichiarato di voler aumentare gli investimenti tecnologici della propria azienda nel 2024 e l’81% di aumentare quelli relativi ad AI e GenAI. La BCG ha denominato “vincenti” coloro che la stanno già implementando all’interno della loro azienda e “osservatori” chi sta adottando un approccio attendista. Secondo la BCG, però, non c’è tempo da perdere e i “vincenti” avranno vantaggi nel lungo termine come un aumento della produttività dal 10% al 20%, un miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dal 30% al 50% e una probabilità maggiore rispetto alla concorrenza di realizzare risparmi superiori al 10%. La BCG suggerisce inoltre di reinvestire questi risparmi in formazione del personale e ricerca sull’AI.

Tuttavia, nonostante ciò, il 66% degli intervistati si dichiara insoddisfatto; le principali cause sono: carenza di talenti e competenze specifiche, piano di investimento poco chiaro e assenza di una strategia per lo sviluppo della RAI.

A tal proposito, la BCG suggerisce alle imprese di stimolare e agevolare una sperimentazione responsabile dell’AI, di investire in formazione regolare e aggiornamenti continui e di considerare prioritario lo sviluppo di un programma RAI.

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